Dettaglio delle mani di una persona che utilizza lo schermo Braille con il suo computer

Come navigano il web le persone cieche e ipovedenti 

Una persona cieca o ipovedente può navigare in internet? Certo!

Il web è una “realtà” che di solito conosciamo attraverso il senso della vista, eppure esistono altre modalità e strumenti che permettono anche a chi ha una limitazione parziale o totale della capacità visiva di usarlo efficacemente. 

In questo articolo scopriremo chi sono le persone con disabilità visiva e quali tipi di tecnologie assistive utilizzano per navigare il web. Infine capiremo quali caratteristiche deve possedere un sito web per essere compatibile con queste tecnologie. 

Chi sono le persone cieche e ipovedenti: qualche definizione 

Il residuo visivo è la quantità di vista che una persona conserva nonostante un deficit o una patologia e viene misurato in termini di acuità visiva o visus, cioè la capacità di vedere in lontananza, e di residuo perimetrico binoculare, ovvero la misura della capacità del campo visivo totale che una persona può percepire usando entrambi gli occhi contemporaneamente.  

Il residuo perimetrico binoculare è un parametro fondamentale per la valutazione dell’invalidità visiva e si calcola esaminando la porzione di spazio che una persona riesce a vedere, considerando sia il numero di punti visti sia la percentuale di campo visivo totale. La sua diminuzione, insieme al residuo visivo, determina la classificazione della cecità o dell’ipovisione. 

Il visus si misura in decimi (da 1/10 a 10/10), mentre il residuo perimetrico binoculare in percentuale.  

La legge n. 138/2001, recependo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), individua due tipi di cecità e ne definisce i parametri: 

  • la cecità assoluta, ovvero la totale mancanza della vista in entrambi gli occhi. In questa condizione l’occhio riesce a percepire luci, ombre e movimenti in entrambi gli occhi oppure nell’occhio meno compromesso e il residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3%; 
  • la cecità parziale, o ipovisione, cioè quella in cui il residuo visivo non è superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o in quello migliore e il residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10%. 

In tutti i casi descritti sopra i valori sono da considerarsi già in presenza di correzione ottica, cioè di lenti o occhiali.  

Le persone ipovedenti possono essere: 

  • ipovedenti gravi, cioè con un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore e residuo perimetrico binoculare inferiore al 30%; 
  • ipovedenti medio-gravi, cioè con un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore e residuo perimetrico binoculare inferiore al 50%; 
  • ipovedenti lievi, cioè con un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore e residuo perimetrico binoculare inferiore al 60%. 

Anche in questo caso i valori sono da considerarsi con la migliore correzione. Questo significa ad esempio che, se una persona che indossa gli occhiali o le lenti a contatto alla visita oculistica risulterà avere un residuo visivo non superiore a 1/10, sarà definita ipovedente grave; se nelle stesse condizioni il residuo visivo sarà non superiore ai 2/10 verrà definita ipovedente medio-grave, mentre se non supererà i 3/10 sarà classificata come ipovedente lieve. 

Quindi, se una persona con un residuo visivo pari a 3/10 indossando gli occhiali raggiunge i 7/10, non potrà essere diagnosticata ipovedente ma sarà solo una persona con una forte miopia. 

La persona ipovedente ha quindi un residuo visivo più o meno accentuato in base alla casistica e la sua capacità visiva può variare a seconda del fatto che ad essere più compromesso sia il campo visivo, l’acuità visiva o entrambi. 

Le tecnologie assistive per le persone cieche 

Le tecnologie assistive sono gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona con disabilità di accedere a informazioni e servizi altrimenti inutilizzabili, superando o riducendo le condizioni di svantaggio. 

Un esempio di tecnologia assistiva per persone cieche è il lettore di schermo (screen reader), cioè un software che trasforma in voce o in puntini braille il contenuto del monitor di un computer, un tablet o uno smartphone. 

Il display braille è uno strumento hardware, cioè un dispositivo che si collega tramite un cavo usb o attraverso il bluetooth ad un computer, uno smartphone o un tablet e, attraverso il lettore di schermo, permette di leggere il contenuto del monitor tramite dei puntini in braille. 

Possiamo quindi dividere chi utilizza il lettore di schermo in due categorie:  

  • quelli che ascoltano la voce del lettore attraverso la sintesi vocale, un sistema usato per la riproduzione artificiale della voce umana 

e 

  • quelli che utilizzano il computer e i dispositivi mobile, leggendo il braille che appare nel display collegato.

Il lettore di schermo è un dispositivo complesso e per imparare a usarlo correttamente è necessario molto tempo. Si potrebbe definire il “fratello maggiore” di una sintesi vocale, ma è molto più potente perché consente di “leggere” tutti i contenuti presenti sullo schermo, e quindi per esempio anche i menù o i contenuti delle finestre e delle pagine internet. Si utilizza attraverso i comandi da tastiera, che permettono di eseguire molte azioni con combinazioni di tasti dedicati ed è per questo che è utile conoscere tutte le scorciatoie da tastiera per poter gestire più facilmente file, cartelle, ecc. 

Le tipologie di lettori di schermo variano a seconda dei differenti sistemi operativi con cui devono interagire e a seconda del fatto che si utilizzino su dispositivi fissi, come pc o tablet, o mobile, come gli smartphone.   

I due lettori di schermo più famosi per pc o tablet che utilizzano il sistema operativo Windows, sono: 

  • NVDA, un prodotto opensource – ovvero gratuito – che viene aggiornato dall’omonima associazione ed è scaricabile dal sito della onlus. Negli ultimi anni NVDA ha raggiunto un livello di qualità molto elevato; 
  • JAWS, un software commerciale e quindi acquistabile con licenza e prodotto dalla multinazionale Freedom Scientific, leader mondiale nel campo delle tecnologie assistive. 

In ambiente Apple – cioè Mac OS -, invece, il lettore di schermo utilizzato è Voice Over, già integrato nel sistema e inserito nelle impostazioni di accessibilità. 

L’utilizzo e il funzionamento di questi lettori di schermo sono molto differenti tra loro, anche se simili nei primi due, entrambi idonei al sistema operativo Windows. 

Può succedere che lettori di schermo differenti forniscano risposte diverse di fronte ad uno stesso elemento web ed è per questo che è opportuno eseguire i test di accessibilità su tutti e tre i lettori di schermo (e quindi su entrambi i sistemi operativi) e con diversi browser. 

Per quanto riguarda il settore mobile, in ambiente Apple IOS il Voice Over è incorporato nel sistemae attivabile attraverso le impostazioni di accessibilità.  

Una persona consulta un sito web di sport utilizzando il VoiceOver del proprio iphone

Le gestualità impiegate per utilizzare il Voice Over su un dispositivo mobile e quindi touchscreen, sono diverse da quelle impiegate per usarlo con la tastiera di un computer. 

Come accade per i lettori di schermo per pc o tablet, è opportuno che le applicazioni mobile vengano testate sia in ambiente windows che IOS, perché una stessa applicazione potrebbe risultare conforme in un sistema operativo e non conforme nell’altro.  

Ma i lettori di schermo, da soli, riescono a garantire l’accessibilità della navigazione web a utenti ciechi? Purtroppo no.  

La compatibilità di un sito web è un requisito fondamentale di accessibilità 

La compatibilità di un sito web è un requisito fondamentale di accessibilità 

Requisito fondamentale di accessibilità di un sito web è la sua compatibilità con un lettore di schermo (e più in generale con le tecnologie assistive), che dev’essere in grado di decifrarlo interamente (cioè in tutte le sue componenti) e correttamente. 

Se utilizzando un lettore di schermo alcune componenti del sito non risultano accessibili, significa che sono stati violati alcuni criteri di successo. 

Una persona cieca non usa il mouse, ma visita una pagina web con le frecce della tastiera o usando il tasto “tab”. 

Il lettore di schermo permette loro di spostarsi all’interno di una pagina web più facilmente e velocemente grazie ai livelli di intestazione, attributi html che si assegnano ad un titolo. I livelli di intestazione corrispondono ai titoli dei risultati della ricerca.  

In una pagina web accessibile si trovano anche i link salta blocco, che permettono di saltare le voci del menu principale per “raggiungere” direttamente il primo dei contenuti principali. 

I siti quindi devono essere compatibili cioè a ogni elemento della pagina deve corrispondere una funzione – ad esempio i pulsanti con la funzione “button”, i titoli con i livelli di intestazione, le immagini con il testo alternativo, ecc. -, per permettere al lettore di schermo di interpretarlo correttamente e agli utilizzatori di muoversi agevolmente all’interno del sito. 

Yeah offre consulenze ad aziende e pubbliche amministrazioni che hanno bisogno di un supporto per rendere il loro sito web e i loro strumenti informatici accessibili anche alle persone cieche e, più in generale, con disabilità, in ottemperanza ai recenti obblighi di legge in materia. 

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