Azienda Trasporti Verona e Mobilità di Marca in viaggio verso l’accessibilità: eliminazione delle barriere digitali e formazione degli autisti
In questo articolo scopriremo che l’accessibilità, sia fisica che digitale, è un diritto ancora oggi spesso violato, nonostante sia tutelato da norme nazionali e internazionali.
Ricorderemo quali sono i principali ostacoli ad una mobilità accessibile sui mezzi di trasporto pubblici, per poi focalizzarci sull’importanza che anche le informazioni e le comunicazioni divulgate dalle aziende di trasporto pubblico siano accessibili alle persone con disabilità, come prescritto dalle recenti normative europee in materia.
Da ultimo analizzeremo i casi studio di Azienda Trasporti Verona Spa (ATV) e Azienda Mobilità di Marca (MOM) di Treviso, che hanno chiesto la consulenza di Yeah Impresa Sociale, sia in ambito formativo che per rendere i loro strumenti informatici conformi alla normativa vigente in materia di accessibilità digitale.
Accessibilità, un diritto spesso violato
Il diritto alla mobilità accessibile, riconosciuto dall’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, è tornato sotto la luce dei riflettori in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, quando la Regione Veneto ha pubblicato le “Linee guida per l’accessibilità e l’inclusività ai Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026”.
Le Linee Guida sono un esempio di come in questi ultimi decenni si stia diffondendo sempre maggior attenzione alla mobilità accessibile. Nonostante gli evidenti miglioramenti nel campo, ancora oggi spesso utilizzare mezzi di trasporto pubblici per le persone con disabilità rimane una sfida.
I principali ostacoli ad una mobilità accessibile sui mezzi di trasporto pubblici
Autobus sprovvisti delle rampe necessarie a consentire l’accesso di chi si sposta in sedia a rotelle, rampe non funzionanti o autisti a cui mancano le conoscenze e le competenze per attivarle correttamente e fermate ubicate in assenza di banchina o con banchine di altezza inadeguata sono tra i principali ostacoli che si incontrano, anche nelle grandi città.
Molte aziende di trasporto pubblico si sono dotate di mezzi accessibili già da decenni e tuttavia permangono i disagi per i passeggeri con disabilità. Anche le direttive e i fondi europei, da soli non bastano.
La Direttiva dell’Unione Europea sugli appalti pubblici prevede, per le città e i Comuni che desiderino acquistare nuovi autobus, la possibilità di inserire l’accessibilità come criterio nelle loro gare d’appalto, privilegiandola rispetto al prezzo.
Le infrastrutture di trasporto sono finanziate dall’UE tramite il meccanismo CEF (Connecting Europe Facilities, ovvero “Collegare le Infrastrutture Europee”) e il regolamento che lo disciplina stabilisce l’ammissibilità dei fondi per renderle accessibili e che l’accessibilità sia inclusa nei criteri di aggiudicazione delle proposte.
Ciò nonostante, mancano dati riguardo al numero di finanziamenti effettivamente destinati a infrastrutture accessibili e il regolamento non impedisce la costruzione di quelle non accessibili.
European Accessibility Act e accessibilità digitale delle aziende di trasporto
Rendere accessibile un servizio di trasporto pubblico non significa solo intervenire sui veicoli e sulle fermate. Bisogna anche pensare all’accessibilità delle comunicazioni: gli orari delle corse, le indicazioni di eventuali scioperi, i regolamenti passeggeri, le informazioni sulle modalità di trasporto dei passeggeri con disabilità, ecc., devono poter essere consultabili da tutti, sia che si trovino in un ufficio o in corrispondenza di una fermata, sia che siano disponibili nel sito web della compagnia di trasporti.
Ciò significa puntare sull’accessibilità digitale delle aziende di trasporto.
Le recenti politiche dell’Unione Europea hanno rappresentato un importante passo avanti nel campo: lo European Accessibility Act, recepito in Italia dal decreto legislativo 82/2022, a partire dal 28 giugno 2025, ha introdotto nuovi obblighi in materia per le aziende di trasporto aereo, con autobus, ferroviario e per vie navigabili, compresi i servizi di trasporto urbano, extraurbano e regionali.
Nello specifico, le aziende di trasporto sono tenute a rendere accessibili strumenti quali:
- il sito web;
- i servizi per i dispositivi mobili, comprese le applicazioni;
- i biglietti elettronici
- i terminali di biglietteria self-service nelle stazioni ferroviarie;
- la fornitura di informazioni relative ai servizi di trasporto, comprese le informazioni di viaggio in tempo reale.
Le aziende di trasporto sono tenute a progettare e fornire i servizi digitali in conformità ai requisiti di accessibilità, seguendo cioè le linee guida Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) e la norma tecnica EN 301 549, indicando le modalità con le quali tali requisiti sono soddisfatti.
I siti web e le applicazioni mobili che forniscono informazioni sui percorsi dei mezzi del trasporto pubblico locale hanno anche l’obbligo di indicare i percorsi accessibili alle persone con disabilità.
Due casi studio: l’Azienda Trasporti Verona e l’Azienda Mobilità di Marca
L’Azienda Trasporti Verona Spa (ATV) e l’Azienda Mobilità di Marca (MOM) di Treviso – entrambe specializzate nel settore dei trasporti – hanno deciso di investire nella promozione della cultura dell’accessibilità, avvalendosi della consulenza e del supporto di Yeah Impresa Sociale.
Il percorso comune alle due aziende ha riguardato la valutazione dell’accessibilità degli strumenti digitali (es. sito web e metodi per l’acquisto dei biglietti) e la formazione degli autisti/e sull’accoglienza di passeggeri con disabilità, con l’obiettivo di incrementare le loro conoscenze e competenze rispetto alle principali barriere che ostacolano questo target di passeggeri sui mezzi pubblici.
Il percorso di formazione per gli autisti
Il percorso formativo era composto da due moduli: uno più teorico per approfondire il mondo della disabilità nelle sue infinite sfaccettature e per capire quali sono le corrette modalità di relazionarsi e comunicare con passeggeri con diverse tipologie di disabilità (motoria, visiva, uditiva, cognitiva) e uno più pratico-esperienziale, in cui gli autisti si sono messi nei panni dei passeggeri con disabilità, sperimentando sulla propria pelle le difficoltà che possono incontrare durante un viaggio.
Qualche esempio? La rampa di accesso ad un autobus che non fuoriesce perché la pendenza tra l’autobus e il marciapiede su cui dovrebbe appoggiare è troppo elevata o perché non è stata effettuata una corretta manutenzione della stessa; una rampa troppo inclinata, che quindi rende pericolosa la discesa di un passeggero in sedia a rotelle o ancora un bus che non si ferma alla distanza corretta rispetto ad una fermata e che per questo motivo può far perdere l’orientamento a una persona cieca.
Nel modulo pratico-esperienziale i partecipanti, muniti chi di sedie a rotelle e chi di mascherine per gli occhi, hanno potuto toccare con mano le difficoltà che gli utenti con disabilità sperimentano nel salire o scendere dall’autobus, nello spostarsi a bordo di un mezzo in movimento, nel prenotare una fermata o nel capire a quale fermata scendere.






Gli interventi per migliorare l’accessibilità digitale del sito e delle app di ATV
L’Azienda Trasporti Verona ha inoltre richiesto la consulenza di Yeah Impresa Sociale per migliorare l’accessibilità digitale del suo sito istituzionale e delle app Ticket Bus Verona e Scipione.
La prima consente agli utenti di acquistare i biglietti dell’autobus direttamente dallo smartphone monitorando al contempo corse e orari, mentre la seconda è il servizio a chiamata di ATV, grazie al quale è possibile prenotare il proprio viaggio, all’interno dell’area servita.
L’intervento degli esperti di Yeah Impresa Sociale in quest’ambito ha previsto lo svolgimento di test di accessibilità, sia sul sito istituzionale dell’azienda che sulle app, per la verifica della loro conformità ai requisiti di legge
Nei test sono stati anche coinvolti utenti con disabilità differenti, che hanno controllato il livello di accessibilità dei dispositivi digitali aziendali mediante diverse tecnologie assistive, unendo le loro competenze informatiche alla loro conoscenza del mondo della disabilità.
È stato quindi prodotto un report di accessibilità contenente l’elenco delle criticità riscontrate e una sezione analitica dedicata agli sviluppatori con le istruzioni necessaria alla rimediazione delle non conformità, con illustrazioni ed esempi di codice.
Attualmente sono in corso piani per la rimediazione delle non conformità riscontrate.
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Fonti
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