Lo European Accessibility Act e i nuovi obblighi in materia di accessibilità digitale
Il 28 giugno 2025 entrerà in vigore lo European Accessibility Act, l’ultima di una serie di direttive europee in materia di accessibilità digitale, che uniformerà le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative dei Paesi membri dell’Unione Europea relative ai requisiti di accessibilità digitale dei prodotti e dei servizi.
Lo European Accessibility Act si inserisce all’interno di un quadro normativo che disciplina questa materia, sia in Europa che in Italia.
La normativa italiana oggi: quali sono le realtà soggette a obbligo di legge
Nel nostro Paese sono già diversi i soggetti tenuti per legge a produrre e distribuire beni e servizi digitali accessibili a persone con diversi tipi di disabilità (sensoriale, motoria, cognitiva).
La legge n. 4/2004, cosiddetta legge Stanca, obbliga le pubbliche amministrazioni (PA), le aziende private che erogano servizi di pubblica utilità, le società a capitale misto – sia pubblico che privato – o quelle che hanno ricevuto dei finanziamenti pubblici a conformarsi in materia di accessibilità digitale, ad eccezione delle le intranet e le extranet realizzate prima del 2019, salvo loro revisione o rifacimento.
Con il Decreto Semplificazioni, legge n.120/2020, l’obbligo è stato esteso anche alle aziende con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro nell’ultimo triennio o alle imprese facenti parte di un gruppo con lo stesso fatturato.
Interessati dal Decreto sono tutti i soggetti privati che offrono servizi al pubblico sul territorio nazionale attraverso siti internet e applicazioni mobili e che abbiano sede o stabile organizzazione in Italia o all’estero, mentre ad esserne esonerate sono le microimprese, ovvero aziende con un fatturato annuo non superiore ai due milioni di euro e con meno di dieci dipendenti.
I siti internet e gli strumenti informatici delle pubbliche amministrazioni e delle aziende devono essere accessibili per legge, compresi eventuali collegamenti a social login presenti sul sito e i gateway di pagamenti, mentre per quelli di alcuni tipologie di professioni, ad esempio gli studi legali, è necessario valutare caso per caso e considerare una serie di elementi, ad esempio se si tratta di microimprese, oppure se rientrano nei servizi considerati di prima necessità e quindi soggetti agli obblighi di legge.
L’azienda o pubblica amministrazione che non rende accessibili i propri touchpoint digitali ai propri lavoratori o utenti rischia di violare anche il d.lgs. 216/2003 (“Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”) e la legge 67/2006 (“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”).
Le novità introdotte dallo European Accessibility Act
Lo European Accessibility Act (Direttiva UE 2019/882) e la norma tecnica UNI ENA 301549, che ne definisce i requisiti di accessibilità, si inseriscono dunque in una cornice legislativa ricca e diversificata.
In Italia la direttiva è stata recepita dal d.lgs.82/2022, che sancisce appunto l’obbligo di produrre e distribuire sul mercato prodotti e servizi digitali accessibili e conformi alla norma tecnica a partire dal 28 giugno 2025.
Quali novità introduce?
Il decreto legislativo amplia la platea di prodotti e servizi sottoposti a obbligo di accessibilità digitale.
A doversi adeguare ai requisiti previsti dalla normativa non saranno più solo siti internet e applicativi ma anche i prodotti dotati di interfaccia digitale, ad esempio i terminali di biglietteria self service nelle stazioni ferroviarie, gli sportelli automatici, i totem, le piattaforme di streaming, tutti i sistemi hardware e software, e i servizi e-commerce, per esempio le piattaforme di booking (prenotazione) online.
Bisognerà rendere accessibili tutti i siti di un ecosistema aziendale, compresi quelli che non offrono servizi al pubblico, come i siti corporate o di bilancio?
Dipenderà dai singoli casi e dalla normativa che si prenderà in considerazione: nel caso della rete intranet di una grande azienda – e quindi utilizzata da molti dipendenti – ci si dovrà accertare che tutti i lavoratori possano usufruirne, per non violare il d.lgs.216/2003. Se si tratta di una rete intranet utilizzata da pochi utenti, andrà fatta una valutazione.
Ancora esentate dagli obblighi di legge le microimprese.
Gli obblighi per aziende e pubbliche amministrazioni
Quali sono gli obblighi per aziende e PA? Eccoli:
- Predisporre il meccanismo di feedback, per le segnalazioni di eventuali problemi di accessibilità riscontrati dagli utenti nell’utilizzo degli strumenti digitali di aziende e PA, che hanno trenta giorni di tempo per rispondere.
- Conformare i propri strumenti digitali (sito istituzionale, app mobile, ecc) ai requisiti tecnici previsti dalla legge Stanca, ovvero soddisfare i 50 criteri di successo di livello A e AA delle WCAG 2.1 e monitorarne la conformità nel corso del tempo;
- Pubblicare la Dichiarazione di accessibilità, ovvero lo strumento attraverso cui le pubbliche amministrazioni e le aziende rendono pubblico il livello di accessibilità dei loro touchpoint digitali. Non va predisposta una tantum ma redatta o aggiornata tramite apposito modulo almeno una volta all’anno e pubblicata entro il 23 settembre di ogni anno.
Cosa rischia chi non rispetta gli obblighi in materia di accessibilità
Chi non rispetta gli obblighi in materia di accessibilità rischia sanzioni amministrative pecuniarie fino al 5% del fatturato, segnalazioni e ricorsi da parte dei cittadini con disabilità e delle associazioni di categoria, con conseguente danno di immagine per l’azienda stessa. Lo European Accessibility Act prevede inoltre il ritiro dal mercato italiano ed europeo del prodotto o servizio non conforme alla norma tecnica, con il rischio di perdite economiche importanti per l’azienda produttrice.
I primi passi da fare per essere a norma di legge
Quali sono i primi passi da fare per adeguarsi alla normativa vigente, se si rientra già nei soggetti obbligati al rispetto degli obblighi di legge in materia di accessibilità digitale, o per prepararsi alla scadenza del 25 giugno?
Innanzitutto è utile fare una mappatura dei propri touchpoint digitali e valutare la loro conformità alla norma tecnica. È poi fondamentale considerare l’elemento “accessibilità” fin dalla fase di progettazione di un sito internet o un dispositivo informatico per evitare il rischio di costose azioni correttive.
Come possiamo aiutarti
Adempiere agli obblighi in materia di accessibilità digitale potrebbe disorientarti, ma puoi contare sui consulenti di Yeah Impresa Sociale!
I nostri esperti, persone con differenti tipi di disabilità dotate di competenze sia nell’ambito informatico che in materia di disabilità, accessibilità digitale e tecnologie assistive, effettueranno test approfonditi per valutare l’effettiva accessibilità dei tuoi touchpoint.
Le verifiche verranno effettuate manualmente attraverso differenti tecnologie assistive, ad esempio screen readers, caschetti dotati di puntatore per la scrittura, ecc.
Offriamo anche un supporto “a giornate uomo”, attivabile per richiedere consulenze tecniche per la rimediazione delle criticità presenti nei touchpoint, quali siti web, applicativi, mobile app, intranet e gestionali.
Puoi inoltre affidarti a noi per un aiuto nella pubblicazione e aggiornamento della Dichiarazione di accessibilità, nella redazione degli obiettivi di accessibilità e nella predisposizione del meccanismo di feedback.